Faccia a faccia

Siamo qui faccia a faccia con il nulla, strano intrigo, beffardo, sonnolento. Non ho voglia di scherzare rimettiamoci la maglia i tempi stanno per cambiare. Il fatto è che mi gratto la testa, influisce sullo scorrere lieve delle mie parole? Scorrere lieve. Come se ci fosse mai stato, qui tutto è farraginoso, pietroso, incastonato non si sa come. Volete veramente risolvere rebus? L’essere umano è il più scontato dei rebus. Senza aver bisogno di tare disegnate sullo sfondo o di orsi con una S sopra. Sì io sono un solutore meno che abile, ai livelli che prima leggo le soluzioni e poi guardo il disegno per non affaticarmi troppo. Vinco sempre. Ovviamente compro la rivista con le soluzioni dentro che non si sa mai. Dovessi aspettare una settimana per le soluzioni… Vado a bere, mi si è seccata la bocca. Chissà com’è la luna questa sera, non mi sono affacciato nemmeno un attimo a vedere. Forse mi chiama, forse mi ama. Forse c’è qualcosa tra me e la luna che voi non potete capire. Gelosi. Forse mi stuzzica, passa davanti come una dirimpettaia, forse vaneggia e fa vaneggiare, ah quante cose fa questa luna che non ho visto. Che poi da queste parti della sicilia la sera sono tre le cose che contano. Guardare la Calabria illuminata, perché se è spenta vuol dire che c’è qualche problemino. Guardare se l’Etna erutta con il suo pennacchio e la luna. Non vi basta? E fatevelo bastare!

Solitario

Non facciamoci prendere dalla fretta che è cattiva consigliera. Oggi domenica di grande relax, l’inter ha vinto sulla juventus e a me va bene. Sono uscito di consueto solo per “passeggiare” il cane e non mi domando che vita sia questa. Quando ne usciremo? O Mio Dio no! Ho smesso di fare sogni strani però. Domattina levataccia. Mi sento scoordinato nei pensieri, negli atti e nelle omissioni. Sopratutto nelle omissioni ma anche un po’ nelle manomissioni. Lì sono bravo a manomettere le cose. Va beh, per oggi basta torno a fare quello che stavo facendo che mi sembra un modo di passare il tempo molto peggiore ma senza alcun pensiero. Giocare a solitario.

Focus

La bellezza di stare qui a scrivere mentre il mondo va a rotoli. Non esattamente ma circaperlomenoquasi. Adesso vi racconterò di un tizio che non parlava mai e si sentiva la sua voce solo perché parlava al telecomando della televisione. “Focusss”, “Raishtoria”, etc… noi volevamo vedere solo la tv di radio Freccia. Qui finisce la storia ma non è detto che non la riprenda più in là in altre forme. Ah… che tempi… domani è domenica, giorno del signore, io non vado molto in chiesa e meno che mai con questo virus in giro! Vado ogni tanto a trovare un amico solo che vive in una casa traballante in cui un giorno finiremo tutti al piano di sotto felici e contenti. Quello che volevo dire è che la vita si presta a mutevoli sguardi, cangianti sorrisi, amare ironie e tubi di scappamento intasati. Chissà che aveva in testa quel tipo che ha sorpassato me e il mio cane sgasandoci quel nero, pestilenziale gas? Che quanto meno a me non arriva in faccia ma il cane se lo sorbisce tutto lo smog essendo ad altezza marmitta non catalitica. Poi c’è chi sfreccia, chi rallenta, chi ti cede il passo, chi ti vede con il regalino del tuo cane chiuso in un sacchetto e ti fa la cortesia di farti attraversare. Cortesie tra onesti cittadini. Poi io la cacca del cane la butto nell’apposito cestino e il mondo diventa migliore. Chissà come mai non mi hanno mai affidato un programma su “Focus”!

L’energia giusta per il tuo cane e per il tuo gatto

Oggi ho comprato il mangiare per il cane, sapete quanto costa? Devo dargli delle razioni misurate se no quello, che poi è una cagnolina, mi manda in rovina! Tutti i miei averi accumulati gelosamente, tutte le mie cianfrusaglie, le cose che non mi servono, le cose che mi sarebbero dovute servire ma che magicamente non mi sono servite lo stesso. Una tastiera rotta di quando ero bambino. Dove la metto? Stiamo parlando di spazio o di soldi? Ma se tempo è denaro e tempo e spazio nella teoria quantistica non sono ben distinti allora c’ho ragione io! E’ tutta questione di energia, termica, nucleare, gassosa, idraulica… E non pensate che non sappia di quel drittone di Tesla, mica sono l’ultimo degli arrivati a questo mondo signori miei. Comunque oggi ho fatto ordine, ho messo le mutande da un lato, i calzini dall’altro, a parte quello che si è perso, le maglie di sotto e i pantaloni con i pantaloni. Mica c’è voluto tanto! Ho letto un racconto di Chuck Palahniuk, si chiama fenice e parla di una casa che prende fuoco. Non posso dire di più ma centrano i gattini. Che fanno una fine mostruosa. Ma che ci possiamo fare? La mia di gatta sta sul cornicione inseguita dal cane che non ha ancora capito che la sua presenza è mal sopportata. Cioè, alla giusta distanza va bene, troppo vicino no. Ma come possono mai spiegarsi? L’unica cosa su cui vanno d’accordo è il mangiare, mangerebbero dalla mattina alla sera. Certo con modalità diverse. La gatta è insistente e anche quando gli dai quello che vuole può decidere di lasciarlo lì ed andarsene. La cagna supplica dietro la porta e quando si avvicina il momento di mangiare rotea su se stessa. Dovrei attaccargli una dinamo! Così torniamo sull’argomento energia! Oggi comunque ho raccolto un bel po’ di cacca e per fortuna non era mia. E se fosse solo biodiesel?

Immenso

Non è uno scherzo, non è neanche un gioco, sono passate le prime due settimane di questo 2021 e possiamo tirare delle somme. Io sono sempre lo stesso, anzi, ho meno voglia di fare di prima. Ma gattini a parte, il mondo è sempre in bilico tra bene e male!!! No forse no. Il mondo è una palla che gira. Il mondo è un girarrosto e noi siamo i polli allo spiedo. Il mondo è un pianeta, il pianeta sta non troppo vicino al sole e non troppo lontano, la distanza giusta per permettermi di scrivere la sera sul blog! Non è incredibile? Cioè, le cose vanno viste da diversi punti di vista, anche da questo, siamo in un universo in cui tutto quello che ci accade è imperscrutabile. Tranne il fatto che devo salire un rotolo di carta igienica in mansarda se non voglio trovarmi all’improvviso nel bagno senza rimedi per la detergenza intima. Ma tutto questo parlare del mio culo e del mondo mi mette fame. Una fame atavica di croccanti prelibatezze, oddio è troppo tempo che non bevo una birra, non fumo, non faccio niente di sconveniente con chicchessia! Mi sto ravvedendo. E’ l’unica via l’ascetismo, la solitudine, fare l’eremita della montagna. Montagna del blog, che esiste in questa galassia piena di gente che studia la galassia per capire gli insondabili segreti dell’immenso. Un mio amico rifletteva su come sia l’immensamente grande che l’immensamente piccolo sono per noi dei misteri. Beh, per me lo è anche l’immensamente medio o giù di lì.

Dichiarazioni

Con la calma si ottiene tutto, anche i grandi successi. Io con la calma non ho mai ottenuto nulla però mi fido di questa intuizione, di questa frase, di questa sentenza. Forse qualcosa con la calma l’ho ottenuta però. Una volta ho baciato una ragazza con delle ginocchia bellissime, non riesco a ricordare il resto, sono passati anni, ero giovane e in attività. Adesso ho un cane che abbaia cosa volete che mi interessi delle ginocchia altrui? Quando il cane tira devo stare attento alle mie di articolazioni messe a dura prova. Vuole annusare qui, poi lì, la ci fa un po’ di pipì, la cacca più avanti, anzi no, la fa e poi tira che vuole andarsene, non curante del fatto che io la devo raccogliere. Poi gioca con delle vecchie coperte, beve dal secchio del mocio, salta sul lavello che abbiamo in cortile e non le puoi dire niente. L’abbiamo educata bene, è padrona di tutto. Però a casa non può entrare e ci prova sempre, prima con una zampa messa lì per caso poi con tutte e due poi con il musetto e se qualcuno gli da corda allora entra completamente, per fortuna teniamo i biscottini fuori in un armadio e quando esco lei mi segue fedele perché sa che con le sue marachelle guadagna biscottini pur di tirarcela via da in mezzo il salotto. Poi ha sempre fame, sempre. Esce di casa e annusa qualsiasi traccia di cibo avariato, cibo per gatti, sacchetti dell’immondizia caduti per sbaglio. Può tutto ma non può uscire dal mio cuore. Eh… che finale col botto!

Grandi obiettivi per piccoli margini d’errore

Ho appena risolto un cruciverba facilitato, di quello con tutte le lettere dentro per facilitare appunto e ci ho messo un sacco di tempo. Devo dire che non sono sicuro di alcune definizioni ma dovrebbe essere giusto al 99%. Però se mi chiedi cosa usi al posto dello scotch non è che a me viene in mente la colla subito. Prima penso a tutta una serie di liquori che ahimè non fanno più parte della mia vita. Comunque scherzi a parte non riuscivo a risolverlo perché con un occhio guardavo la partita del Milan di coppa Italia contro il Torino che è finita ai rigori. Il risultato lo trovate ovunque è inutile scriverlo. Sto iniziando una strana abitudine, quella di mangiare biscotti la sera prima di dormire, ieri sera durante Pulp Fiction ne avrò mangiati una decina. Eh si che non l’ho preso dall’inizio il film se no chissà! Per altro non ho dichiarazioni da fare. Terrò uno stretto silenzio su tutto ciò che conta per davvero. Tipo come imparare ad usare questa tastiera in modo che ne escano frasi di senso compiuto, non dico sempre ma ogni tanto. Per il correre non se ne sta facendo niente. Ma rimane sempre tra i miei grandi obiettivi riuscire a farlo.

Fake News

La camera era scusa, solo un filo di luce che appariva dallo schermo e la porta socchiusa. “Ho voglia di una vacanza” dice il ragazzo al computer, “Quando te la sarai meritata rispondono da fuori, intanto batti”. “Cosa volete questa volta?”, “Vai con le fake news che sei bravo”, “Pipistrello sodomizza prete in Nuova Zelanda ne nascono quattro?”, “Quattro cosa?”, “Non lo so, magari gli hanno inoculato qualche uovo”, “Che schifo di fake news, andiamo alla prossima”, “Impiegato va a lavorare dopo 10 anni di assenza e scopre di essere in pensione”. “Complicatina direi, come la giustifichi?”, “L’importante è che clicchino, poi la notizia in se può stare in piedi a forza”, “Vai avanti, spingi oltre la fantasia spremiti le meningi”, “Otorinolaringoiatra svergina paziente operandola alle tonsille”, “Ci siamo quasi, vedi che quando ti butti…”, “Ma io voglio acqua, ho sete”, “Arriverà l’acqua, intanto scrivi, fammi sentire qualche altro bel titolo”. “Marito tradisce moglie che lo sfregia con l’acido e poi lo porta da Magalli”, “Fa parte della ripicca portarlo da Magalli? Non mi piace, ci vuole qualcosa di più incisivo”, “Uomo morde cane”, “Bella!”, “Ti è piaciuta?”, “Lanciamo una nuova moda, entro l’anno prossimo voglio vedere questi umani in museruola!”, “Ma capo anche lei è umano”, “Tu non capisci la lotta che stiamo vivendo per sopravvivere e mi dai dell’umano? Ma sta lì al computer ancora due giorni e tira fuori qualcosa in cui posso credere.”, “Quindi il morso andava bene?”, “Sì ma lavoraci, da solo non basta, dobbiamo scuotere l’opinione pubblica, ci vogliono foto di barboncini azzannati dai padroni”, “Che schifo di padroni”, “Che schifo di vita vorrai dire, questo è quello che devono pensare alla fine, che a loro in qualche modo è andata bene, non benissimo ma largamente sopra la soglia dello schifo che c’è. Almeno loro non azzannano i cuccioli randagi. Non tutti almeno”.

Il Mago Baffo

Agile un uomo salì in sella alla sua moto e sparì dentro un rombo. Il rombo rintronava sui vecchi palazzi del paesino, un auto si mise a suonare, l’antifurto non aveva retto. Mentre dava di gas l’uomo non pensava a niente, era un tutt’uno con il motore, i cilindri, le ruote, non era un semplice pilota, era lui il suo destriero. La strada si strinse e davanti a se vide trottorellare una piccola ape piaggio, abbastanza larga per invadere tutta la corsia. Il demone dovette rallentare e scorse una scritta sull’ape, “Problemi di cuore? Rivolgetevi al mago Baffo!”. Il mago Baffo non aveva intenzione di accelerare e in breve il motociclista trovò il modo di superarlo. Dal suo carretto a tre ruote il mago si lisciò i folti baffi, sapeva già che il giovane stava per correre in contro a una forte delusione. Aveva il presentimento che si sarebbero rincontrati. Il giovane arrivò all’appuntamento con la sua bella ma lei all’ultimo tirò fuori delle scuse per non uscire. Aveva mal di testa. Questa cosa mandava in bestia l’uomo della moto perché era un mese circa che continuavano così, a vedersi e non vedersi. Quando si rimise in sella alla sua moto gli venne l’idea di contattare sul serio il mago Baffo per farsi due risate. Girò mezzo paese prima di ritrovare l’ape parcheggiata vicino a un baretto di seconda classe dove si bevevano solo birre nazionali in bottiglia. Scese dalla moto e fu lì, lì per chiedere chi fosse il mago baffo quando vide quest’omino rubicondo e i baffoni che lo salutava. “Riconosco subito i miei clienti, siediti”. Il centauro si sedette. “Lei come si chiama?” “Lea”. “Che bel nome”, tirò giù un po’ di birra e fece segno che la bottiglia era vuota. Il motociclista ne ordinò due. “Cominci a piacermi” disse il mago e poi a freddo chiese “E l’altra come si chiama?” l’uomo cadde giù dal pero “Quale altra?” “Io non lo so, dovresti saperlo tu”. “Beh è una situazione diversa, poi non è successo niente…”, “Non è successo niente ma?”, “Ma c’è”. Il mago Baffo rise, era contento di aver indovinato anche questa volta. “Parlami di questa stronza” incalzò Baffo, “Ma non ha fatto niente per essere stronza”, “Ti tiene lì all’angolo mentre sei di un’altra, secondo me un po’ ci fa”, “Ma lei fa poco o niente, sono io che quando la vedo… mi sento nuovo”. Baffo si stava divertendo parecchio “Tu di donne non capisci niente mi sa, lei lo fiuta lontano un miglio che tu la senti dentro come un macigno”, “E che cosa posso fare?”, “E io che ne so, sono solo un maghetto da niente, prendi la moto vai a farti un giro e lascia le due signore cuocere nel loro brodo”, “Eh… grazie ma è quello che stavo facendo”. “Vuol dire che stavi facendo bene!”. Il motociclista offrì un altro giro da bere al mago e se ne andò senza prima fargli i complimenti per la velocità che raggiungeva la sua ape. Il Mago si alzò e gli chiese di fare un giro col suo bolide da passeggero. “Come ti chiami ragazzo?”, “Tony”, “Attento alle buche per strada e alle belle ragazze, sarai fortunato”. Alla fine girarono l’isolato rombando con gli stessi decibel di un concerto metal e quando Baffo scese quasi il ragazzo stava per chiedergli di ricambiare il favore facendo un giro sull’ape, ma poi sgasò e scomparì in una polvere di fumo.

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